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Sei passi nell’oscurità, Alberto Tronchi

Nuovo appuntamento con #recensioneperdonazione, stavolta ringrazio Alberto Tronchi per aver partecipato.

E fu così che mi ritrovai a leggere i suoi sei passi (leggi: racconti) e ad affondare nelle mie paure di bambina, più reali di quanto gli adulti vogliano credere, oppure ad affrontare temi attuali da un punto di vista originale e inquietante.

La cosa che più ho apprezzato di questo libro è proprio questa parte un po’ visionaria e un po’ horror con cui vengono presentati gli eventi. In questi racconti c’è una trama solida e si sa che non è facile metterla giù in poche pagine. Da qualche parte avevo letto che anche la grande Marion Zimmer Bradley riteneva i racconti la forma narrativa più difficile da padroneggiare.

Quindi che dire, si sente il background da giocatore di ruolo di Alberto (quale sono,  fieramente, anche io) per cui la congruenza e la coerenza risultano determinanti per essere credibili mentre si racconta  l’inverosimile. Che poi, è davvero così inverosimile?

E nel momento in cui ti fai questa domanda vuol dire che la missione è compiuta.

Margini di miglioramento ci sono, soprattutto nella scrittura che, seppur correttissima, appare un po’ “elementare”. In molti punti si dice invece di mostrare (“espressione indecifrabile” Alberto, promettimi che non lo userai mai più nella vita, ok?!!) e ho notato una forte mancanza dell’ambiente che, specialmente in questo genere di racconti, può essere determinante per portare il tutto a un livello superiore.

Il mio racconto preferito? Social Haunting perchè sono molto sensibile al tema!

In generale è stata una lettura piacevole e interessante, trovo adatta anche la cover. Spero che Alberto scriva ancora e si alleni sempre di più perchè le idee ci sono e anche belle!